GAVERINI porfido e pietre naturali - Home page Gaverini s.r.l.
via Antonio Gramsci, 113
24069 Trescore Balneario (BG) Italy
tel. & fax. +39 035.941.032
GAVERINI News

CENTRO STUDI
lavorazioni e Trattamenti di superficie


caratteristiche dei prodotti lapidei




progettazione




ricerca



Le lavorazioni di superficie connotano le molteplici possibilità espressive di un materiale lapideo: il colore, la tessitura, la rugosità, il disegno possono essere valorizzati, modificati o minimizzati, mediante opportune tecniche.
La scelta della lavorazione da adottare consegue alla valutazione di una serie di aspetti, tra i quali acquista preponderante importanza il risultato cromatico atteso. La pietra vive però anche attraverso la sua apparenza tattile e questo secondo aspetto è sempre più oggetto di attenzione per i progettisti, con la predilezione per quelle lavorazioni che sono in grado di produrre effetti di apparente morbidezza al tatto.  Infine, come non di rado avviene, i materiali lapidei modificano alcune proprietà come conseguenza di specifici procedimenti adottati: aumentare la resistenza agli agenti atmosferici o ridurre l’assorbimento può diventare un obbiettivo per la lavorazione o il trattamento dei materiali lapidei.
Di seguito sono descritti i principali effetti delle lavorazioni e dei trattamenti, suddivisi per categorie in base alla tecnica di intervento:

SUPERFICI OTTENIBILI MEDIANTE DISGIUNZIONE DELLA ROCCIA


Le superfici si ottengono mediante disgiunzione della roccia, operazione che può essere naturale o artificiale:

A piano naturale
E’ la superficie naturale presentata da un materiale, mantenuta del tutto immutata fino alla sua posa in opera. Le superfici presentano rilievi più o meno marcati che vengono sapientemente combinati in varie situazioni di impiego. Nei porfidi, nei graniti e nelle quarziti, esse offrono generalmente una buona rugosità ed una certa scabrezza oltre ad una notevole resistenza all’usura e a ottime proprietà  meccaniche, complessivamente, queste caratteristiche, rendono gli stessi materiali particolarmente adatti alle pavimentazioni esterne.

Pietre naturali comunemente a piano naturale:
TUTTE


A spacco
Anche l’operazione di spacco mostrare l’aspetto naturale del materiale lapideo, infatti quella che viene messa in vista è una superficie naturale latente, poiché non esprimibile se non attraverso la rottura che l’ha generata. In natura esistono diversi livelli di suddivisibilità dei materiali: esistono materiali che si presentano in cava già lastrificati (es. il Porfido del Trentino e La Quarzite di Barge), materiali sufficientemente compatti da poter produrre blocchi ma a loro volta sfaldabili fino ad uno spessore millimetrico per semplice percussione (es. l’Ardesia ligure e la Pietra del Cardoso) e materiali di notevole compattezza che forniscono sia blocchi segabili a telaio, sia lastre di vario spessore (es. la Pietra di Luserna e le Beole). Generalmente le superfici a cui si perviene sono contraddistinte da un rilievo grossolano, con evidenti differenze di spessore tra un punto ed un altro.

Pietre naturali comunemente lavorate a spacco:
TUTTE

A piano sega
È la superficie artificiale dall’aspetto semi-levigata ottenuta con l’azione di telai, tagliablocchi o filo diamantato. Questo tipo di superficie produce una scarsa rugosità, buona planarità ed un aspetto finale del materiale abbastanza regolare; gli inconvenienti dovuti ad irregolarità sono in tal maniera ridotti al minimo. Molti materiali perdono rilevanti qualità estetiche con questa lavorazione, soprattutto quando se ricchi di sfumature di colore queste vengono mimetizzate. Di fatto la superficie così prodotta costituisce una ottima base di partenza per successive lavorazioni del materiale.

Pietre naturali comunemente lavorate a piano sega:
TUTTE



SUPERFICI OTTENIBILI MEDIANTE LAVORAZIONI MECCANICHE PER URTO


Le superfici artificiali si ottengono mediante lavorazioni storicamente eseguite con utensili a percussione come scalpelli, bocciarde, martelline, raschini, gradine, ecc. a cui si aggiungono oggi moderni macchinari.

Bocciardate
Adottata soprattutto per scale, elementi per pavimentazione, sculture, conferisce alla superficie un particolare aspetto scolpito agendo, più che sul colore, sulla sua tessitura del materiale. Se ne ricava una riduzione della scivolosità nonché un aspetto grezzo finale. La bocciardatura, sia manuale che automatica, presenta un problema di lavorabilità negli spigoli, dovuto al fatto che la parte in lavorazione è sottoposta a forti sollecitazioni che ne provocano la rottura. Di conseguenza alcuni prodotti bocciardati possono presentare un piccolo “bordo”, delle dimensioni minima di circa 1 cm, generalmente lucidato.

Pietre naturali comunemente lavorabili mediante bocciardatura:
TUTTE ad esclusione del CEPPO

Scalpellinate
Conferisce alla superficie un aspetto scolpito simile a quello della bocciardatura ma più irregolare, ottenuto agendo sulla tessitura del materiale per mezzo dell’azione d’urto di utensili manuali. La scalpellinatura prevede dunque una percussione che permette l’asportazione di materia. Avviene solitamente lungo i piani di naturale sfaldabilità della pietra per facilitare l’operazione e può prevedere particolari effetti estetici anche appositamente studiati, come la presenza più marcata di determinati segni di incisione lasciati dallo scalpello o gradi differenti di lavorazione.

Pietre naturali comunemente lavorabili mediante scalpellinatura:
TUTTE ad esclusione del CEPPO

Spazzolate
Applicata dopo una lavorazione più grezza, come la bocciardatura o la fiammatura , consiste nel lisciare lo strato ruvido superficiale attraverso spazzole dotate di setole con granuli abrasivi integrati. Il risultato è una struttura superficiale viva, gradevole e apparentemente morbida al tatto, che ne aumenta al contempo la resistenza all’imbibizione, per questo particolarmente adatta anche ai piani per arredi interni.

Pietre naturali comunemente lavorabili mediante spazzolatura:
TUTTE ad esclusione del CEPPO

Rigate
È una forma di finitura superficiale che si presta per manufatti sia grezzi che levigati, lucidi o anche precedentemente bocciardati. Storicamente realizzata a mano con mazzuolo e scalpello consiste nell’incisione di rigature più o meno larghe (8-15mm), più o meno profonde(2-5mm) distanziate con interasse 8-15 mm. Può essere ottenuta , con aspetto di maggiore o minore irregolarità, mediante l’impiego di dischi diamantati o tramite una ampia gamma di utensili a profilo variabile.

Pietre naturali comunemente lavorabili mediante rigatura:
BASALTO / ARDESIA / ARENARIA / PIETRA DELLA LESSINIA

A Idrogetto (water jet)
Recente lavorazione che sfrutta il potenziale abrasivo dell’acqua proiettata con un getto ipersonico. Permette di tagliare, forare e lavorare qualsiasi superficie lapidea. L’idrogetto abrasivo produce una notevole varietà di superfici per asportazione di materiale a seconda della regolazione dell’intensità del getto. Questo trattamento conferisce ai graniti una morbida grana superficiale senza alterare la brillantezza cromatica dei cristalli contenuti, come invece avviene durante lavorazioni quali la fiamma tura.

Pietre naturali comunemente lavorabili a idrogetto:
TUTTE ed in particolar modo efficace per GRANITO e SERPENTINO

Sabbiate
La superficie sabbiata assume un aspetto ruvido, non tagliente ma apparentemente morbida al tatto e priva di grosse asperità. Si ottiene proiettando ad alta pressione e velocità una miscela abrasiva composta da aria e sabbia, o corindone, o carborundum, o altro materiale duro. Conferire alla pietra, aspetti, colori e tonalità uniformi. La sabbiatura è un trattamento piuttosto aggressivo ed il rischio è quello di rendere il materiale più vulnerabile all'aggressione degli agenti atmosferici. Molto diffuso per la pulitura ed il ripristino cromatico delle superfici annerite e degradate dagli agenti atmosferici, trova frequenti impieghi nel restauro così come nell’esecuzione di scritte e disegni dell’arte funeraria e celebrativa.

Pietre naturali comunemente lavorabili mediante sabbiatura:
TUTTE ad esclusione del CEPPO



SUPERFICI OTTENIBILI MEDIANTE AZIONE TERMICA


Le superfici artificiali si ottengono mediante lavorazioni eseguite con strumenti a fiamma.

Fiammate
La superficie subisce un violento shock termico in conseguenza del quale vetrifica e scoppia. Similmente alle lavorazioni ad urto, anch’essa non agisce tanto sul colore quanto sulla tessitura superficiale dei materiali, conferendo loro una scabrezza ed una morbidezza caratteristici, nonché un’attenuazione dei cromatismi presenti. La superficie ottenuta è particolarmente sicura in quanto a bassa scivolosità, ma rimane anche impegnativa per le pulizie. La fiammatura è applicata, con la massima resa, a porfidi e quarziti, mentre scarsi sono i risultati che si ottengono con gli altri materiali lapidei. Impieghi si registrano per opere di rivestimento esterno ove è richiesta una elevata resistenza agli agenti atmosferici. Comune anche l’uso per pavimentazioni ad elevato carico di calpestio, mentre molto accattivanti possono essere le realizzazioni ove uno stesso materiale viene applicato in alternanza di elementi lucidati e fiammati. Ogni qual volta si intende adottare questa lavorazione è necessario prevedere l'impiego di spessori leggermente più elevati per le lastre da trattare, in quanto la fiamma penetra il materiale per circa 3 mm di profondità.

Pietre naturali comunemente lavorabili mediante fiammatura:
PORFIDO / GRANITO / SERIZZO / BEOLA / QUARZITE / QUARZARENITE / PIETRA DI LUSERNA / PIETRA PIASENTINA



SUPERFICI OTTENIBILI MEDIANTE LAVORAZIONI MECCANICHE PER RASAMENTO


Le superfici artificiali sono ottenute rasando un materiale con utensili abrasivi quali mole, piatti, rulli, ecc.

Levigate
E’ l’operazione attraverso la quali si porta una superficie allo stato liscio. Attenua il colore conferendo al materiale un aspetto opaco ed una superficie liscia e piana, le superfici ottenute mostrano in controluce le tracce della lavorazione nonché possibili differenze di brillantezza. Viene utilizzata soprattutto per i rivestimenti esterni situati in zone dove le condizioni climatiche danneggerebbero la lucidatura.

Pietre naturali comunemente lavorabili mediante levigatura:
TUTTE ad esclusione di: PIETRA DI CREDARO / PETRA OROBICA / PIETRA DI TRANI / PIETRA DI TOMOR

Lucidate
E’ l’operazione attraverso la quali si porta una superficie allo stato lucido. Oltre a risolvere i problemi derivanti dalla levigatura, ottiene superfici che esaltano al massimo le qualità estetiche del materiale. Ha di contro lo svantaggio di aumentare sensibilmente la scivolosità soprattutto in presenza di acqua ed è per questa ragione quasi esclusivamente adatto ad applicazioni da interno.

Pietre naturali comunemente lavorabili mediante lucidatura:
PORFIDO /BASALTO / GRANITO / SERIZZO / BEOLA / PIETRA DI LUSERNA / SERPENTINO / QUARZARENITE / PIETRA DELLA LESSINIA  per applicazioni  da interni.

Semi Lucidate
Non corrisponde ad una lucidatura incompleta, bensì ad una tecnica in cui la lucidatura si combina e si armonizza alle qualità che il prodotto lapideo già possiede. Si applica a materiali con superficie “ a piano di cava” o “a spacco” applicandovi una comune lucidatura, in conseguenza delle irregolarità già presenti sulla superficie  la lucidatura espliciterà la sua azione solamente sulle parti in maggior rilievo, lasciando inalterate quelle più depresse. Il risultato finale è un’alternanza di zone lucide e zone grezze  di gradevole effetto.

Pietre naturali comunemente lavorabili mediante semi-lucidatura:
PORFIDO / PIETRA DI LUSERNA per applicazioni  da interni.



SUPERFICI OTTENIBILI MEDIANTE TRATTAMENTO CON PRODOTTI CHIMICI


Le superfici sono trattate mediante l’applicazione di specifici prodotti chimici.

Lavaggio con prodotti chimici
Risponde a molteplici esigenze: consolidamento nel caso di materiali, per loro natura, fratturati, o deboli (marmi colorati, brecce), esaltazione, attenuazione  o ripristino di componenti cromatiche, incremento della resistenza ad agenti esterni (salsedine, smog, piogge acide, ecc) o protezione dalle varie cause di possibile degrado superficiale.

Pietre naturali comunemente lavorabili mediante lavaggio con prodotti chimici:
TUTTE

Anticate
Alla superficie viene conferito un aspetto antico, a simulare una superficie invecchiata dal tempo e dall’usura. I materiali più idonei a questo tipo di trattamento sono quelli di durezza non elevata come i marmi, il travertino, le brecce e le arenarie compatte. I prodotti vengono smerigliati con i buratti, utilizzando miscele acquose leggermente abrasive che consumano i pezzi per rotolamento e urto. L’azione è particolarmente efficace sui bordi e sugli spigoli degli elementi . Una lavorazione finale con l’ausilio della cera tornerà ad accentuare il colore del materiale. Gli elementi che si ottengono trovano molteplici applicazioni commerciali per il loro particolare pregio estetico.

Pietre naturali comunemente lavorabili mediante anticatura:
ARENARIA / PIETRA PIASENTINA / PIETRA DELLA LESSINIA / PIETRA DI TRANI





Gaverini s.r.l. © 2017 - P.I. 03465290165                                        created by morfeusweb.com